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Hagi: il trifoglio giapponese che annuncia l’autunno nei kimono

18 set
Tempo di lettura: 2 min

Nella tradizione giapponese, la natura non è mai soltanto decorazione. Fiori e piante scandiscono il passare delle stagioni e diventano simboli capaci di raccontare un preciso momento dell’anno anche attraverso i tessuti.


Tra i motivi floreali che compaiono su kimono e obi giapponesi troviamo l’hagi, il trifoglio giapponese, una delle cosiddette “sette erbe dell’autunno”.


Hagi: il fiore che anticipa l’autunno

I piccoli fiori dell’hagi, rosa o bianchi, compaiono all’estremità dei suoi rami ricadenti e annunciano l’avvicinarsi della terza stagione.


Il suo legame con questo periodo dell’anno è così profondo che, in giapponese, l’ideogramma con cui viene scritto il suo nome è composto dai caratteri di “erba” e “autunno”.


Se la camelia simboleggia la primavera, l’hagi è quindi una delle piante che più immediatamente richiamano l’autunno giapponese.


L’hagi nella cultura e nella letteratura giapponese

L’importanza di questo fiore attraversa anche la letteratura.


L’hagi è infatti la pianta più citata nel Man’yōshū, un’antologia poetica dell’VIII secolo: una testimonianza di quanto questo piccolo fiore fosse radicato nell’immaginario giapponese.


Compare anche nella Storia di Genji. Nel capitolo Kiritsubo, il principe Genji, appena perso la madre, viene associato agli ombrosi rami degli hagi.


Un fiore delicato che porta con sé, quindi, un patrimonio culturale e simbolico molto più ampio delle sue dimensioni.


Il trifoglio giapponese nei kimono e negli obi

L’hagi nei kimono giapponesi può comparire come protagonista della composizione oppure come motivo secondario.


Quando occupa una posizione centrale, i suoi piccoli fiori vengono rappresentati in bianco e rosso. Quando invece fa parte di un disegno più articolato, i caratteristici rami ricadenti possono trasformarsi in linee leggermente arcuate sullo sfondo di fiori estivi.


Il motivo compare anche sugli obi, spesso insieme ad altri fiori autunnali.


È un esempio perfetto di come la decorazione tessile giapponese riesca a trasformare gli elementi della natura in un vero linguaggio visivo, capace di suggerire una stagione attraverso forme, colori e composizioni.


Un fiore da ammirare anche oggi

Il legame tra l’hagi e la cultura giapponese continua ancora oggi.


A Kyoto esistono diversi luoghi in cui è possibile ammirarne la fioritura. Tra questi c’è il Tempio Jorin-ji, conosciuto anche come “Tempio degli hagi”, dove ogni settembre si celebra la Festa degli hagi.


Ancora una volta, un motivo che possiamo incontrare su un kimono ci porta molto più lontano di quanto immaginiamo.


Dietro quei piccoli fiori si nascondono una stagione, la poesia, la tradizione e un modo di osservare la natura che attraversa i secoli.


Perché indossare un kimono significa anche imparare a leggere le storie che il suo tessuto custodisce.




 
 
 

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